Dimsport Technology ha realizzato la nuova centralina RapidBike Evo per la Suzuki GSX-R 750 K8.
Centralina che consente la possibilità di controllo e regolazione del sistema d’iniezione con una sola centralina, in grado di agire simultaneamente sui valori d’iniezione e sul segnale della sonda lambda, mantenendo le prestazioni nel tempo.
RapidBike Evo è in grado di gestire sino a ben 8 iniettori ed un range di intervento che può arrivare fino al 150% in più, e al 100% in meno nel tempo di iniziale, che rende la centralina il top del mercato per il modello in questione.
La funzione auto-adattativa leggendo periodicamente il segnale proveniente dalla sonda lambda, modifica le mappature ciclicamente in funzione del miglior rapporto aria-benzina, con conseguente nuova mappatura sempre perfetta per le condizioni di utilizzo del momento.
Interessante è anche il sistema integrato di modulazione del segnale della sonda lambda in funzione della mappa di iniezione che va a gestire il cambio elettronico con tempi di cut-off modificabili in base al numero di giri e alla posizione marcia. Per ulteriori informazioni consultate il sito Dimsport Technology.
Michelin presenta gli pneumatici per moto sportive più leggeri della categoria: i nuovi Michelin Power Pure. Il confronto è stato eseguito prendendo il peso medio di un treno di pneumatici anteriore 120/70 ZR 17 e posteriore 190/50 ZR 17 Michelin Power Pure rispetto al peso medio di quattro pneumatici concorrenti diretti, di grandi marchi, nelle stesse dimensioni.
Cinque anni fa, per la prima volta, Michelin aveva inventato la tecnologia bi-mescola che sarebbe diventata il punto di riferimento del mercato; tecnologia poi proposta sia sui pneumatici hypersport, sia sulle gomme sport touring.
Ancora prima della rivoluzione del bi-mescola, ben 21 anni or sono, Michelin sorprese presentando i primi pneumatici radiali per moto mai progettati, pneumatici caratterizzati da una tecnologia utilizzata inizialmente nelle competizioni (motoGP classe 500) nel 1984, e poi trasferita ai pneumatici di serie nel 1987.
Eccovi nuovamente a parlare del nuovo pneumatico Metzeler Sportec M5 Interact testato a Portimao. Di seguito riportiamo l'articolo integrale di Motoblog (cliccando sulle immagini verrete rimandati alla fotogallery).
Haw: Mmm quindi confermate che il 170 non è previsto… e io cosa monetrò dopo? Ora ho le M3 e prima avevo le M1 e non ho alcuna intenzione di cambiare disegno della carcassa e marca di pneumatici perchè mi trovo benissimo. Ma a quanto pare saro’ costretto! Ho capito che il 170 lo montano in pochi però. Cmq vorrei capire in particolare tutte le differenze rispetto l’M3. Grip in accelerazione in fase di uscita di curva (questo secondo me era un po’ il tallone d’Achille delle precedenti), se il disegno leggermente appuntito delle M3 è stato mantenuto, velocità di discesa in piega e grip dell’anteriore in questa fase. Ma soprattutto come la gomma comunica con chi guida e ti permette quindi di capire l’esatto grip e quando sta mollando o come sta rispondendo alla guida (se tende al sottosterzo, sovrasterzo, se galleggia, questo per me è una caratteristica fondamentale ancor prima che il grip assoluto). p.s. se avete modo dite ai tizzi della Metzeller di pensare anche ad una 170 ! grazie :))
Motoblog: Purtroppo per ora non è stata prevista la dimensione di 170 proprio per le sempre minori applicazioni dedicate a questa misura. Per quanto concerne le differenze rispetto all’M3 sono notevoli e tutte piuttosto importanti. Il segreto passa attraverso una area di contatto con il terreno ancora più ampia che ne aumenta proporzionalmente il grip e la tenuta laterale, miglioramento che pone le sue basi non solo sull’efficienza della mescola ma anche sulla sua integrazione con la tecnologia brevettata Multi Zone Tension (tensionamento multi-zona) della cintura a 0° in acciaio che avvolge la carcassa e il posizionamento strategico degli intagli battistrada.
Grazie a Navigon vi presentiamo la recensione di Bagster NaviBag GiPSy, borsa da serbatoio per moto in grado di ospitare un navigatore satellitare per consultarlo facilmente durante la guida.
Chi va in moto ben sa quali sono i compromessi a cui la nostra categoria è costretta a scendere, vuoi per la mancanza di 5 vetri e un tetto intorno a noi, vuoi per le ridotte dimensioni del mezzo. Il navigatore satellitare, infatti, è un oggetto che nasce in auto e utilizza come supporti una ventosa da parabrezza o altri aggeggi da fissare al cruscotto.
Nonostante qualche tentativo di creare navigatori apposta per i motociclisti (impermeabili e con supporti per il serbatoio), la soluzione di Navigon e Bagster si dimostra molto valida per utilizzare il GPS già in nostro possesso su qualsiasi tipologia di moto, fissandolo in modo sicuro e pratico.
In merito all’argomento degli alberi a camme, molti utenti si chiederanno come è possibile ottenere dal motore prestazioni diverse...
E’ possibile ottenere incrementi di potenza in un motore che ne variano la curva di erogazione attraverso la “Fasatura della distribuzione” che viene indicata in gradi di rotazione dell’albero motore in riferimento ad i punti morti (PMI e PMS) e indicata anche attraverso i “Diagrammi di distribuzione”, infatti questi diagrammi permetteranno questi incrementi di potenza a seconda dei diversi ritardi ed anticipi di apertura delle valvole.
Definizione
L'effetto giroscopico entra in gioco quando la ruota è sottoposta a due rotazioni dell'asse perpendicolare (A e B).
L'effetto giroscopico sarà una "coppia" che agirà attorno ad un asse perpendicolare agli altri due.
Coppia = applicazione di una forza legata ad un movimento di rotazione.
EFFETTO GIROSCOPICO
A: 2° asse di rotazione (velocità costante)
B: 1° asse di rotazione (asse di rotazione della ruota, velocità costante)
C: Asse d'applicazione dell'effetto giroscopico
Piccola esperienza "per considerare" l'effetto giroscopico (freccia blu) e mostrare che è una "forza". Prendete una ruota di bicicletta e infilate un perno nel mozzo in modo da poterla far ruotare con le mani. Chiedete a qualcuno di fare girare la ruota, una volta che questa è in rotazione (freccia gialla), provare a girare la ruota (sempre tenendola dal perno) da sinistra a destra o da destra a sinistra (freccia rossa). Vedrete che la ruota si metterà in orizzontale quasi da sola.
3 tipi di effetti giroscopico su una moto:
Effetto in curva (a velocità costante).
Effetto dovuto all'inclinasi della moto ed all'allineamento delle ruote.
Effetto dovuto alla direzione (effetto generato quando si gira la ruota di per effettuare una manovra).
Quest’anno la Formula 1 ha bandito del tutto il controllo di trazione, ma la rivoluzione in pista non c’è stata, anzi. Dopo qualche “svarione” nel primo Gran Premio, si è ben presto capito che poco o nulla è cambiato rispetto al 2007: a vincere sono sempre gli stessi, quelli che nell’era “elettronica” erano già i più veloci. Anche nella MotoGP il Traction Control è da un po’ di tempo sul banco degli imputati: si va dai piloti più esperti che ne farebbero volentieri a meno, ai discorsi legati alla “facilità” con cui i debuttanti sono arrivati nella classe regina sbaragliando il campo, fino a leggende secondo le quali, ora, guidare una MotoGP sia un gioco da ragazzi. In uscita di curva basta spalancare la manopola del gas, et voilà, il gioco è fatto, tanto ci pensa il controllo di trazione.
La realtà, però, è chiaramente ben diversa: parlando con Diego Gubellini, telemetrista del team Gresini, ci si rende conto che il controllo di trazione facilita sicuramente il lavoro dei piloti, soprattutto sulla distanza di gara, ma si capisce anche che su una moto il “manico” del campione, a prescindere da tutti gli ausili elettronici, emergerà sempre…
Quanto è evoluto il Traction Control in MotoGP, dal 2002 ad oggi?
“Si è evoluto molto. Innanzitutto, sono stati sviluppati diversi sistemi per correggere la potenza del motore. Attualmente ne vengono utilizzati tre, e si attuano variando l’anticipo, tagliando la corrente ai cilindri, oppure tramite il ride by wire. In più, cosa forse più importante, si sono evoluti gli algoritmi di controllo: come tagliare e quando tagliare la potenza è molto importante per la resa della gestione elettronica”.
Con il Traction Control che ha raggiunto certi livelli, si può dire che le 800 sono “facili” da guidare? (alcuni sostengono che attualmente sono più difficili le 250 cc)
“Sicuramente il Traction Control aiuta molto il pilota nella gestione della potenza. Quello che la gente non sa però è che sul singolo giro (o “giro secco” come si usa dire in gergo) la differenza di prestazioni che si ha usando il controllo o meno è molto piccola: in termini di tempi sul giro la differenza a volte è inferiore a un decimo. Discorso diverso è far registrare buoni tempi per un numero di giri maggiore (diciamo 9-10 giri consecutivi): in questo caso il Traction Control fa la sua parte e livella i valori in campo. Nell’arco di una gara poi la differenza è assolutamente non trascurabile. Del resto, il fattore chiave per affrontare la gara nel migliore dei modi è saper gestire le gomme, e in questo il Traction Control aiuta molto i piloti meno esperti oltre che i piloti con uno stile di guida molto ‘sporco’”.
Definizione e classificazione dei tre differenti tipi di rendimento che determinano il buon funzionamento del motore.
Molti di noi si chiedono da cosa dipende il buon funzionamento di un motore, infatti esso dipende dai “rendimenti” che a seconda dei loro valori, ne variano notevolmente i consumi e le prestazioni.
Ecco in breve sintesi, come vengono classificati i tipi di rendimento ed il loro significato.
I rendimenti sono:
Rendimento Meccanico
Rendimento Termico
Rendimento Volumetrico
Il rendimento meccanico viene definito come il rapporto tra la potenza disponibile e prelevabile dell’albero a gomiti (Albero motore) e quella disponibile all’interno del cilindro. Teniamo in considerazione che l’energia meccanica che si sviluppa internamente ai cilindri non può essere completamente trasferita agli organi di trasmissione primaria e secondaria, a causa degli attriti generati da tutte le componenti e gli organi in movimento di un motore, queste perdite per attrito, purtroppo crescono in misura sempre più grande man mano che il motore aumenta il suo regime di rotazione ed è molto importante e difficile nello stesso tempo ridurle specialmente nei motori ad elevate prestazioni, con elevati regimi di rotazione.
Tutti noi appassionati di moto conosciamo l'esistenza di questa fantastica (e costosa) lega, chiamata Ergal: ecco a voi alcune piccole nozioni per saperne di più.
L’Ergal è una lega costituita per la maggiore parte da alluminio. Il secondo elemento presente maggiormente in questa lega è lo Zinco, il metallo che ha la maggiore solubilità nell’alluminio.
Ad alte temperature (circa sui 382 °C) questi due metalli formano un eutettico (un composto di due o più elementi in cui il punto di fusione è più basso delle sostanze singole... basti pensare che l’alluminio ha un punto di fusione pari a 660,32 °C, mentre quello mentre dello zinco è pari a 419,52) ad una concentrazione del 95% in peso di Zinco (Al 2700 Kg/m3 e Zn 7140 Kg/m3).
Qualche volta capita di trovarsi a fare i conti improvvisamente ed inaspettatamente con qualche piccolo problema dovuto dalla batteria, naturalmente la prima cosa che ci si chiede è se sia arrivato o meno il momento di sostituirla.
A ciò si uniscono numerosi dubbi, magari di commettere un errore di valutazione e di fare un eventuale acquisto inutile, pertanto è possibile attraverso alcuni controlli cercare di capire cosa sia effettivamente successo, e quali siano all’incirca le condizioni della batteria stessa o le eventuali cause che possono generare una scarica improvvisa.
Amichevole ed efficace grazie alla ciclistica bilanciata e alle modifiche al propulsore ora offre anche la possibilità di scegliere tre mappature. Dopo averla provata sul circuito di Misano possiamo dire "la gixxer c'è!"
Misano - GSX-R una sigla mitica nel panorama delle ipersportive, soprattutto nel segmento delle 600 dove la Suzuki, presentando la nuova K8, ha voluto migliorare con lievi ma mirate modifiche una moto già performante, per renderla ancor più appagante e veloce. Esteticamente, alle linee taglienti e aggressive con il caratteristico doppio gruppo ottico verticale si aggiungono, in questa versione 2008, due fari abbaglianti laterali, un restyling che anticipa il nuovo corso Suzuki in tema di look.
Introduzione: Quella delle sostituzione delle molle sull’avantreno della propria moto è una delle procedure più diffuse per migliorare la dinamica del veicolo; tuttavia, la poca dimestichezza che si ha con gli attrezzi meccanici o la paura di combinare più guai che altro, ci spinge spesso a rinunciare o peggio ancora, a far arricchire il meccanico di turno. In realtà la procedura non richiede abilità particolari, ne tanto meno conoscenze specifiche; quello di cui c’è sicuramente bisogno sono: la giusta attrezzatura, pazienza e molta attenzione.
Qui di seguito, ho cercato di riportare l’iter della sostituzione delle molle di serie, montate su una Speed Triple 2001 T955, con delle molle progressive White Power (leggermente più corte e con un andamento della spirale non simmetrico, ciò vuol dire che la molla reagisce in maniera diverso se sollecitata in maniera differente, cioè reagisce in maniera progressiva, più è forte la sollecitazione, più la resistenza della molla è pronta). Allora cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.