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Itinerario del Brennero
Categoria: A spasso in moto
Pubblicato da Gianpa giovedì 02 aprile 2009
Poco più di 250 chilometri lungo antichi sentieri che si snodano tra valli poco conosciute, panoramiche e suggestive.
Si parte dal Passo del Brennero alla volta di Bolzano e dintorni, addentrandoci nel "Giardino del Sudtirolo" dove vigneti e frutteti regnano incontrastati nel paesaggio.
Affascinante Merano ed il tragitto nella Val Passiria, dove la natura si presenta quasi selvaggia e la tradizione solo ora comincia ad aprirsi a qualche modernità.

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Toscana: sulle strade del Chianti
Categoria: A spasso in moto
Pubblicato da Gianpa giovedì 26 marzo 2009

Per tutti gli amanti del buon vino ecco un itinerario alla scoperta delle terre culla del rosso Toscano, su strade che si affiancano su colline ricche di vigneti, perfette per le due ruote, per un weekend all’insegna del gusto.

Il viaggio prende il via da Impruneta, cittadina nelle immediate vicinanze di Firenze, dove, prima di partire, vi potete concedere una breve visita alla Basilica di Santa Maria dell’Impruneta, resa famosa dal culto della Madonna la cui immagine sacra si suppone sia stata dipinta da S. Luca Evangelista.

Poco dopo Impruneta imboccate la “Strada del Chianti Classico” che, fra morbide salite e dolci discese, vi offre un panorama incantevole mentre vi accompagna fino a Greve in Chianti, dove potete fare un breve giro nel grazioso centro storico medioevale fino alla piazza del mercato, antico cuore della città; se si giunge in città il sabato, da non perdere è il Mercatale di Greve, uno dei mercati più famosi della regione.



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Sulle Colline del Verdicchio - 22, 23, 24 Maggio
Categoria: Motoincontri
Pubblicato da Gianpa martedì 03 febbraio 2009

Nelle ultime settimane guardando fuori dalla finestra abbiamo spesso visto paesaggi innevati, certamente belli ma che non invitavano a salire in moto: in fin dei conti, però, ci stiamo lasciando alle spalle i mesi più freddi dell’anno e con il pensiero possiamo già tornare al piacere di guidare tra curve e saliscendi immersi nella natura, pensando ai primi motoviaggi da programmare in primavera.


A questo proposito gli amici di collinedelverdicchio.it ci propongono un itinerario in programma per il weekend del 22, 23 e 24 Maggio: si tratta di un interessante percorso nelle Marche, dalle Colline del Verdicchio alla Spiaggia di Velluto, alla scoperta degli angoli più affascinanti della regione ma anche della cucina tipica, fatta di ingredienti genuini e di sapori antichi.

Un itinerario alla scoperta delle Marche, tra boschi e vigneti, panorami spettacolari e borghi medioevali, sui crinale della Vallesina e della Valle del Misa, per una due giorni affascinante da vivere tra natura, storia e gastronomia.



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Da Fidenza a Reggio Emilia tra i castelli Emiliani
Categoria: Motoincontri
Pubblicato da Gianpa martedì 13 gennaio 2009

Per una domenica diversa dal solito ecco un itinerario tra le colline dell’Emilia Romagna: 200 km da attraversare su due ruote tra castelli e borghi antichi immersi nella natura.

Partiamo da Fidenza, comune situato a 25 km dal capoluogo Parma, dove, prima di iniziare il nostro itinerario, ci fermiamo nel centro storico per una breve visita alla Cattedrale romanica, risalente al XII secolo e famosa per la sua bellissima facciata incompiuta.

Abbandonata Fidenza imbocchiamo la strada in direzione Fontanellato dove, percorrendo strette stradine medioevali, si raggiunge la bellissima rocca del XV secolo che, isolata e solitaria, si presenta con un’eleganza aristocratica sorprendente, che deriva dall’essere stata una costruzione di difesa militare, come dimostrano il grande fossato che la circonda, la cinta esterna delle mura e le torrette.



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Alla scoperta dell'Istria
Categoria: Turismo e Viaggi
Pubblicato da Gianpa giovedì 18 dicembre 2008

A due passi dall’Italia, un itinerario suggestivo per vivere quattro giorni tra paesaggi mozzafiato, in una terra straniera dal cuore italiano.

L’Istria è una grane penisola a forma di cuore che si immerge nel Mediterraneo subito sotto il Golfo di Trieste: terra di contrasti, alterna aspre zone di collina a scorci marittimi di rara bellezza, dove la natura ha disegnato calette, baie e fiordi stretti tra il mare e i boschi. Le sue strade, ricche di curve e tornanti, la rendono il luogo ideale per un itinerario su due ruote, che tocca le tre principali città della regione attraversandola da nord a sud: Parenzo (Poreč), Rovigno (Rovinj) e Pola (Pula).



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Là dove nasce il Reno
Categoria: Saper viaggiare
Pubblicato da Gianpa giovedì 09 ottobre 2008
Il Reno è quel fiume che per lungo tratto segna il confine tra la Francia e la Germania per poi sfociare in Olanda nel mare del Nord. Quello che sanno in pochi è che le sorgenti del Reno si trovano a meno di cento chilometri da Milano, nel cuore delle Alpi svizzere e in particolare nel cantone dei Grigioni. Sono certo che questa informazione di carattere prettamente geografico non vi avrà stimolato a salire in sella, ma fidatevi di noi: quest'itinerario è da segnalare per le belle strade tutte da guidare in scioltezza, con due passi alpini da superare, splendidi panorami, caratteristici villaggi e magari qualche extra come una discesa in canoa di un facile e spettacolare fiume o un emozionante passeggiata su passerelle attrezzate in una profonda gola.


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Piemonte: l'Alto Vergante
Categoria: A spasso in moto
Pubblicato da Gianpa giovedì 25 settembre 2008
Il lago Maggiore è conosciuto in tutto il mondo per la presenza delle Isole Borromee, affascinanti isolette poco distanti dalla costa piemontese del lago, dove la nobile famiglia italiana dimorò numerosi anni nelle sfarzose ville fatte edificare nei secoli scorsi.

In tempi più recenti le isole Borromee furono al centro delle cronache rosa, per il matrimonio di John Elkan, nipote del celeberrimo avvocato Agnelli, con Lavinia Borromeo discendente della nobile famiglia milanese.

Non preoccupatevi però siamo qui per parlare di viaggi e il Verbano, nome originario del lago Maggiore, non offre soltanto aspetti mondani, ma vi sono realtà meno conosciute meritevoli di una visita.

Questa volta la proposta è rivolta alla scoperta dell'Alto Vergante, strada che corre lungo l'altipiano sopra la sponda occidentale del Lago Maggiore attraverso un percorso in collina ricco di scorci interessanti fuori dai tradizionali circuiti turistici, con una deviazione al Mottarone, chiamato la "montagna dei due laghi".

Dopo questa premessa non rimane altro che partire per scoprire in sella l'Alto Vergante.


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Piemonte: alle spalle del lago Maggiore
Categoria: A spasso in moto
Pubblicato da Gianpa mercoledì 24 settembre 2008
Se capitate dalle parti del lago Maggiore tra sabato e domenica, come potrebbe succedere alla maggior parte dei mortali che durante la settimana si intrattiene lavorando, fatevi venire la tentazione di provare a percorrere questo itinerario per strade solitarie nella campagna del Novarese.
E' vero che il lago Maggiore e la strada che lo contorna sono sicuramente un itinerario classico, ma durante il weekend capita di guidare praticamente in colonna per il gran traffico e allora si perde quasi tutto il piacere di percorrere questa bella strada. Meglio quindi gettarsi per strade minori e ogni tanto sterrate, strade a volte così piccole che penserete di esservi persi: moto ideale l'enduro perché non si va veloci e perché appunto ci sono un paio di facili sterrati da fare. Va bene, comunque, anche una stradale. Munitevi di una buona carta stradale perché appunto le strade sono piccole ed è facile perdersi, se avete un navigatore non sarà di grande utilità se non per tornare a casa quando vi sarete persi per la trentesima volta; una carta invece vi consentirà di orientarvi o di provare a seguire qualcuno degli sterrati che, soprattutto nelle piane intorno a Novara o al Ticino, si diramano in ogni direzione, come dire il gusto dell'avventurarsi a vedere dove va a finire una strada.
Il paesaggio varia dalle colline del Novarese, dalle forme morbide e di modesta altezza, che offrono bei panorami sulle vicine montagne ed in particolare sul gruppo del monte Rosa fino alle piane coltivate a riso dove ci si imbatte negli aironi e nei falchi che cacciano le rane; tra questi vasti specchi d'acqua sorgono le grandi cascine agricole del passato, oggi quasi del tutto abbandonate e in rovina perché di difficile riutilizzo: una volta brulicanti di gente e di attività, oggi sono ruderi silenziosi sui cui immensi cortili deserti si affacciano macchine agricole in disuso, ogni tanto è crollato un tetto, le erbe sono cresciute sulle soglie e tutto esprime una dignitosa decadenza.
Si parte dal casello di Arona sulla A26 Milano-Gravellona; all'innesto con la provinciale si gira a destra in direzione di Arona e dopo un paio di km si arriva a Oleggio Castello dove, prima dell'unico semaforo, si gira a destra per Gattico percorrendo una bella strada a mezza costa su una collina e passando davanti alla prima di una di quelle grandi cascine di cui si diceva prima. Si arriva a Gattico e si prende a sinistra in direzione Borgo Ticino-Novara. Giungendo all'altezza di Comignago si abbandona la strada principale e, a sinistra, si attraversa il paese per poi ritrovarsi ancora su una strada tortuosa che sale e scende per prati e boschi sino a ricongiungersi alla provinciale Arona-Novara. Si prende a destra in direzione Novara e in breve, per una strada solitamente trafficata, si giunge a Borgo Ticino; cinquecento metri dopo il paese si imbocca sulla destra la strada in direzione Divignano - Agrate, al primo bivio si tiene la destra e di nuovo ci si ritrova per una bella strada che si inoltra con un tracciato divertente per le colline. Si passa il castello di Conturbia, un antico fortilizio trasformato in villa nel Settecento, e si giunge a Conturbia. Poco prima è l'ingresso al parco della Torbiera di Agrate (www.latorbiera.it) che nasce con il progetto di creare un'area di riproduzione per le specie a rischio di estinzione: la visita è piacevole per l'ambiente naturale e i numerosi animali che si possono osservare tra cui il panda minore, la lontra, il lupo, la cicogna nera, la gru, il capriolo, la martora e molti altri (ingresso 10 euro, ne vale al pena).
Prima di entrare in Agrate si gira a sinistra per Suno e ci si ritrova per una strada solitaria tra prati e boschi, fresca in estate; ad un certo punto finisce l'asfalto e si percorre una facile strada bianca (così erano le strade minori fino non troppi anni fa) per circa un chilometro. A Suno si gira a sinistra all'innesto con la strada principale e ancora ci attende un tracciato con belle curve su e già per le colline sino a Mezzomerico e poi tra vigneti (le colline novaresi, soprattutto tra Ghemme e Romagnano sono zona di produzione di vini di pregio) sino a Vaprio d'Agogna che si attraversa sino alla provinciale che si imbocca girando a sinistra e giungendo in breve a Oleggio Castello. Qui merita fare una sosta nella piazza principale del paese che è circondata dal tradizionale porticato frequente nei centri storici del Piemonte, bella è anche la torre di mattoni e pietra risalente al Quattrocento; tutto il centro storico presenta tuttavia begli edifici sette-ottocenteschi e meriterebbe anche il panorama sulla pianura a perdita d'occhio se non fosse che brutte e disordinate urbanizzazioni civili e artigianali non avessero invaso malamente l'antica pianura agricola sottostante al paese.


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Tre Passi in Engadina
Categoria: A spasso in moto
Pubblicato da Gianpa mercoledì 24 settembre 2008
Il Passo del Bernina

Da Tirano a Celerina - Se ti siedi sui tavolini fuori dalla Basilica della Madonna di Tirano, è impossibile non ascoltare i discorsi degli avventori. Tutti appena scesi di sella. Si parla di cieli spazzati o nuvole basse, le peggiori nemiche di chi transita da queste parti. Si parla di Passi, il Bernina, cui si accede da qui, e il Maloja, che si raggiunge dopo essere discesi a Celerina, nell'Engadina più spettacolare.
L'anello è un classico. Diverse sono le moto, le andature, i centauri, da soli, in coppia, in gruppi misti. Diversi sono i tempi di percorrenza: chi si spara le centinaia di tornanti in un'infilzata con l'unica sosta di rito sotto al cartello dei Passi; chi se li concede adagio, soffermandosi spesso per ammirare il ghiacciaio, che non è eterno, in ogni sua angolazione. E mentre sei seduto, la sfilata di quelli che salgono, o scendono, a seconda dell'ora, è continua, forse persino noiosa per chi nella piazza della Basilica ci vive e ci lavora.
A Tirano seguiamo il primo tratto un po' insidioso, a causa dei binari del Bernina Express - quello noto come trenino rosso – che corrono parallele al senso di marcia in mezzo alla carreggiata! Pochi tornanti e sei fuori da tutto. La Valle di Poschiavo inizia stretta per aprirsi sulle suggestive acque verdi del lago omonimo. Il trenino rosso spicca per lunghi tratti, lento nel suo incedere, a fare contrasto con i colori intensi della montagna. Lo si perde di vista a Poschiavo; la salita, che prima si avvertiva appena, ora è in costante progressione: certo, bisogna coprire un dislivello di 1300 metri in 17 chilometri! Ma il motore è ben caldo, l'aria frizzante quanto basta a mantenerti tonico, in strada solo moto.
Poche casette, di pietra e legno, qualche malga, rustiche indicazioni di vendita latte e formaggio. Poi, alcuni stretti tornanti che portano in quota, ci mostrano le prime immagini del ghiacciaio e ne restiamo ammirati, oggi più che mai, perché non possiamo non osservarlo come osserveremmo una reliquia o un grazioso animale in via di estinzione. Ci segue, cambia faccia, si nasconde, si mischia con la roccia e gli strati morenici, riappare più vasto, più abbagliante e più magnetico che mai. Adesso lo spazio è aperto, lo sguardo, in questo giorno di cielo azzurrissimo, si perde lontano, molto lontano, sopra decine e decine di vette.
Ci fermiamo e spegniamo il motore; ci spingiamo in un sentiero appena tracciato, vediamo qualcosa muoversi, sentiamo fischiare: marmotte! Siamo quasi circondati. Loro si avvertono della nostra presenza con quel fischio inconfondibile, che ci risuona da ogni parte: stiamo immobili a osservare e non vorremmo più ripartire.
Il Passo si conquista dopo una bella indigestione di tornanti; un grande piano ospita il bellissimo e cristallino Lago Bianco, allungato accanto al piccolo e tondo Lago Nero; incredibile come le loro acque siano, in effetti, di colore così diverso, il primo celeste, quasi bianco, appunto e il secondo di un blu-verde molto cupo.
La discesa nell'ampia Val Bernina ci regala le immagini del ghiacciaio più suggestive: parte poco più in basso del passo la salita in funivia al Diavolezza; noi scorriamo inghiottiti in questo scenario maestoso, combattuti tra la voglia di aprire il gas e quella di fermarci a scrutare.


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Attraverso le Alpi Marittime
Categoria: Turismo e Viaggi
Pubblicato da Gianpa mercoledì 24 settembre 2008
Se la provincia di Cuneo viene anche chiamata "Provincia Granda", la città appare, invece, come un pugno di bei palazzi d'epoca vivamente raccolti attorno al centro. L'abitato è ben delimitato dal fiume Stura di Demonte e dal Torrente Gesso che, insieme, hanno dato vita al Parco Fluviale.
La vasta piazza centrale traccia la geometria quadrata della città, nello stile consueto dei tessuti urbani piemontesi. I portici si infilano e si incrociano nelle vie laterali e costituiscono il luogo di incontro perfetto in tutte le stagioni: protetti e riparati d'inverno, freschi e ombreggiati in estate, sono il centro vivo della città, ludico e commerciale, d'affari e di cultura, d'arte e di design, dove si svolge la vita a ritmi mai frenetici. Forse remota per tutti gli italiani, spesso annoverata tra le città con le minime più rigide nei lunghi inverni, Cuneo è invece una piacevole sorpresa e lo è ancor di più varcare la sua soglia verso i monti.
Ma eccoci in sella. Francia, indicano i cartelli da seguire e comincia la passeggiata lungo lo Stura, fiume importante che dà connotazione alla valle.
Il primo paese incontrato è Borgo San Dalmazzo: tanto verde attorno, un centro ordinato, e l'aria densa di profumi e tipicità: formaggi, funghi e tartufi sono i nomi che rimbalzano dalle insegne che invitano a fermarsi per uno shopping di gusto o solo per assaggiare qualcosa.
Demonte, più in alto, è un borgo di origine romana che ha acquisito, lungo i secoli, il ruolo di capitale della valle. Il territorio è ancora boscoso, generoso di faggi e castagni. Ovunque, lungo la risalita della valle, grandi cartelli invitano a fare rafting. Un'esperienza che si può fare a qualsiasi età, anche senza esperienza.
Aisone, sorge esposto a sud ai piedi di rocce imponenti che formano grandi cenge ricoperte di pini montani e larici. Siamo finalmente nel territorio delle Alpi Marittime e questo comune è inglobato nell'area protetta del Parco Regionale.
Accompagnati dalle turbolenze di qualche lungo rimorchio che trasporta acqua minerale, si raggiunge infine Vinadio, appena al di sotto dei 1000 metri, che segna un ideale confine tra la civiltà e lo spettacolare ambiente selvaggio che si presenta man mano che si sale. Ultimo paese, ultima possibilità per riempire il serbatoio, Vinadio ha un nucleo centrale di caratteristiche case in pietra oppure vivacemente colorate; alle porte del centro abitato, le imponenti mura con le case antiche e il Forte, ora location per eventi e manifestazioni culturali e musicali.


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Alla scoperta della Croazia
Categoria: Turismo e Viaggi
Pubblicato da cecco domenica 27 luglio 2008
Una settimana di vacanza itinerante in moto, con un patto-scommessa: ogni giorno dovevo riuscire a stupire con paesaggi mozzafiato Chiara, la mia ragazza. Cosa abbastanza facile in Croazia, soprattutto per uno con un cognome croato che ama e conosce a fondo quella terra.
L'itinerario scelto è quasi esclusivamente costiero, perché i pochi giorni a nostra disposizione non ci permettono di fare anche le tantissime isole (a contarle tutte sono ben 1185) che caratterizzano il versante orientale della costa adriatica.
Dunque, tempo e fatica permettendo, il nostro programma prevede di valicare il confine a nord dell'Italia, e di scendere percorrendo la costiera. Fino a dove ci porta il cuore, sapendo che tutte le grandi città sono collegate con traghetti all'Italia. Io comunque mi riprometto di raggiungere Dubrovnik, l'antica Ragusa. O addirittura Bar, in Montenegro, a un tiro di schioppo dall'Albania.
Si tratta di un obiettivo ambizioso, perché solo la costa croata è lunga oltre 750 Km, e noi abbiamo in programma anche qualche digressione all'interno.
La moto scelta è una Honda 1100 XX, con otto anni d'età e oltre 70.000 Km all'attivo. Il bagaglio è abbastanza leggero, tanto piuttosto che il campeggio, prevediamo di dormire in più confortevoli camere.

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Lombardia: Sighignola, il balcone d'Italia
Categoria: A spasso in moto
Pubblicato da cecco martedì 22 aprile 2008
In questo itinerario siamo andati alla ricerca di un aspetto diverso del lago di Como attraversando la Val d'Intelvi per arrivare fino in Svizzera passando da Sighignola.
Il giro comincia da Vertemate, distante una quindicina di chilometri da Como, dopo aver visitato l'affascinante Abbazia di San Giovanni. Immersa in un incantevole bosco alla periferia orientale del paese l'abbazia è stata costruita nel 1084 in stile romanico sulla sommità di una collina sopra la valle del Seveso per iniziativa del monaco benedettino Gerardo. All'origine era un luogo d'accoglienza per personaggi illustri, quali per esempio Papa Urbano II, in quanto le mura di protezione, di cui era originariamente provvista, garantivano sicurezza agli ospiti importanti. Dopo un lungo periodo d'abbandono fu restaurata, assieme ad una fontana in pietra di pregevole fattura che dava refrigerio agli ospiti nelle calde giornate estive.
Il monastero dei benedettini, alla destra dell'Abbazia, ospitava fino a poco tempo fa una quindicina di frati dediti al restauro d'antichi manoscritti con metodi tradizionali, usando pigmenti naturali, il tuorlo d'uovo e terre colorate come s'usava fare nei secoli scorsi. Tra i manoscritti restaurati, spicca una copia della Divina Commedia con le annotazioni originali di Giovanni Alighieri, figlio del poeta, e una pergamena del XII secolo scritta da Sant'Agostino. Recentemente però i monaci sono stati obbligati ad abbandonare il monastero per trasferirsi in una struttura analoga a Dumenza in provincia di Varese.


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