Ancora un week end tragico per i motociclisti. Purtroppo siamo ancora qui a parlare di centauri che hanno concluso il malo modo l’ultimo viaggio. Dopo le 27 vittime del week end precedente rimane alto il numero delle vittime di quello appena trascorso, stimate secondo l’osservatorio il Centauro - Asaps in 19 persone. Dato provvisorio che potrebbe anche aumentare con i dati definitivi del Ministero dell’Interno.
Tra le vittime l’agente scelto Mario Volpe della Questura di modena che era appena smontato dal turno 19/01 e stava tornando a casa con la sua moto, una coppia di fidanzati che hanno perso la vita in un violento scontro nel frosinate, un motociclista di San Severo travolto da una macchina il cui conducente si prima fermato per chiamare i soccorsi poi si è dato alla fuga (successivamente è stato identificato dai Carabinieri ed è risultato essere un vecchio compagno di scuola della vittima).
Una vittima ha macchiato anche la festa del WDW - World Ducati Week che si è concluso ieri a Misano. Durante uno dei demo tour di prove moto su strada, organizzati da una società esterna specializzata, un 24enne di Desenzano del Garda in sella a una Ducati Monster ha perso il controllo del mezzo, finendo con una ruota contro il guardrail di un cavalcavia. Nell’urto è stato sbalzato a diversi metri di distanza; inutile l’intervento dei sanitari del 118.
Il Tourist Trophy in versione 2010 si è concluso lo scorso venerdì, con la proclamazione di Ian Hutchinson come Re del Mountain di fine decennio e Honda HM Plant come grande sconfitta della manifestazione. Ma dopo le gare, si comincia a fare il bollettino dei “caduti in battaglia”.
Il documento, quest’anno, ha nomi illustri, quali quelli di Guy Martin e Conor Cummins, che nel SeniorTT hanno salvato la pelle accompagnati (per un certo verso) dalla fortuna. Guy tornerà presto in sella, e Conor dovrà riprendersi da una brutta botta (ha rimediato la frattura del braccio sinistro, del bacino, contusione polmonare e lesione dei legamenti del ginocchio sinistro) che non l’ha messo in pericolo di vita.
Peggio è andata a Paul Dobbs e Martin Loicht, che hanno trovato il più fatale degli epiloghi sul Mountain, e si aggiungono alla fin troppo lunga lista dei piloti deceduti nell’Isola di Man. A gare concluse, poi, sono tante le persone che per le strade dell’isola si improvvisano campioni durante il Mad Sunday, un giro del tracciato aperto agli appassionati che spesso e volentieri, non avendo l’esperienza di chi conosce quelle strade a menadito, mettono in gioco la propria vita.
Ma il Touris Trophy, senza rischio e follia, ha davvero senso di esistere? Dopo il già citato Mad Sunday gli appassionati fanno la fila per poter acquistare l’ormai famosa t-shirt “I survived the Mad Sunday” e nonostante le performance sempre crescenti delle moto che competono e le morti frequenti, i piloti continuano ad iscriversi, aumentando anno dopo anno.
Questo sta a significare che il “fattore pericolo” è parte integrante della passione e della tradizione del TT, ed è forse la vera motivazione del perchè questa gara sia ormai leggenda. Tutti i partecipanti sono Eroi, tutti guardano la morte in faccia a Sulby e sono stimati e rispettati da coloro che conoscono l’effetto dell’adrenalina in circolo.
E’ così che nasce la contraddizione: mentre in MotoGP i circuiti con vie di fuga troppo corte vengono scartati a priori, sull’Isola di Man si passa a 300 all’ora accanto a marciapiedi, muretti e cabine telefoniche, il tutto approvato dalla Federazione Motocilistica Internazionale e dagli appassionati che continuano a supportare ed arricchire una manifestazione tanto spettacolare quanto suicida.
Più volte abbiamo letto commenti negativi sulla gara più antica del mondo. Il sondaggio ci sembra d’obbligo: Tourist Trophy SI o Tourist Trophy NO?
Casse a palla e occhi sul video, ecco gli highlights del TT 2010, con le danze dei protagonisti sulle note di Diary of Jane dei Breaking Benjamin. Buona visione!
SE SEI SU DUE RUOTE: Non dare per scontato che ti vedano. Ricordati di usare le frecce. Sorpassa sempre a sinistra. E vedrai che ti farai vedere meglio.
SE SEI SU QUATTRO RUOTE: Presta attenzione a chi ti sta intorno. Usa sempre le frecce. Guarda anche lo specchietto di destra. E vedrai meglio chi va in moto.
Da OJ Atmosfere Metropolitane una proposta riservata al gentil sesso per la stagione estiva. OJ propone Lovely, un giubbino “lady” adatto per sia all’utilizzo in moto sia per quello in scooter, proposto in sette colorazioni: indaco, white, giallo pastello, ice, sabbia, chocolate, black.
Lovely è un giubbino dal taglio che copia le forme della donna, realizzato in taslan (tessuto poliestere high-tech) ed impermeabile grazie alla nastratura delle cuciture. Il giubbino offre protezioni CE di serie, su gomiti e spalle, all’occorrenza estraibili, una imbottitura antishock sulla schiena e gli utili inserti riflettenti.
Il collo alla coreana è fermato da un bottone, le zip sono antiacqua (quella centrale è protetta anche da una patella); regolazioni sono disponibili sui polsi con zip, sui fianchi con soffietti e in vita con bottoni. Le taglie vanno dalla XS alla 2XL. Prezzo al pubblico: 129,00 euro.
Givi prepone la nuova Borsa da serbatoio GIVI T480 Easy Lock. Con il sistema Easy lock GIVI per borse da serbatoio, vengono eliminate qualsiasi tipo di cinghie o di patelle magnetiche finora utilizzate per il fissaggio della borsa alla moto. La borsa, dotata di una particolare struttura alla base, si agganciata alla piccola flangia montata sul tappo del serbatoio.
Altrettanto facile la rimozione della borsa: basta infatti tirare una leva rossa posizionata nella base. Le flangie da montare sul serbatoio variano a seconda del tipo di tappo, ed è quindi necessario verificare nell’elenco delle compatilibilità sul sito GIVI quale flangia è compatibile con il proprio modello di moto.